Il “soffitto spaziale” di Fontana: tracce d’Isola d’Elba al Museo del ‘900 a Milano

Fino al 15 marzo 2015 al Museo del Novecento a Milano è possibile visitare la mostra “Yves Klein Lucio Fontana / Milano Parigi 1957-1962”, è grazie a questo evento che ci è tornata in mente la storia del soffitto spaziale di Lucio Fontana. Facciamo un passo indietro…

Nel 1955 l’Isola d’Elba è ancora una meta turistica solo per pochi fortunati, che approdano qui con yacht privati o navi da carico per godersi indisturbati la natura e il mare. Sulla spiaggia deserta di Procchio il giovane imprenditore e artista milanese Mario Camerini passeggia da solo fino ad imbattersi nel piccolo ristorante “Il Gabbiano” e ha un’ idea: rilevarlo e costruire al suo posto un hotel di lusso per una clientela scelta. Salvatore Quasimodo, Fausto Coppi e Lucio Fontana – che intaglia il soffitto del ristorante oggi in mostra alla Galleria di Arte Moderna di Milano – sono tra gli ospiti fissi dell’Hotel del Golfo.

Negli anni a cavallo delle due guerre, ed anche nel secondo dopoguerra, Lucio Fontana dedica una parte importante della sua collaborazione attiva con diversi architetti. Non si tratta solo del tradizionale inserimento a posteriori di elementi scultorei o in rilievo nello spazio architettonico, ma della progettazione di interventi ambientali organici all’architettura ed alla realtà urbana.
Fontana trasforma gli spazi abitativi o funzionali in situazioni ambientali unitarie. Tali esiti, tra i più alti delle sue ricerche formali del dopoguerra, sono ben rappresentati dal Soffitto Spaziale realizzato per la sala da pranzo dell’Hotel del Golfo con l’architetto Borsani. Tale intervento, realizzato con la tecnica ad affresco, copriva l’intero soffitto del ristorante dell’albergo.

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Nel 2005 i proprietari della struttura alberghiera, hanno commissionato la rimozione conservativa dell’opera. Il magnifico Soffitto di oltre 150 metri quadri fu realizzato per mezzo di segni, tagli e incisioni operati direttamente sull’intonaco grezzo fresco della volta della sala e riempiti di colori puri. Il Soffitto, uno dei pochissimi ancora conservati tra quelli realizzati dal grande artista è un vero e proprio capolavoro che proietta nell’ambiente e nel rapporto con l’architettura la concezione fondamentale dello Spazialismo.

L’appassionato interessamento della Soprintendenza per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Brera e della Fondazione Fontana ha messo in moto un virtuoso processo di salvataggio iniziato nel 2003 e coronato dall’acquisto dell’opera da parte della Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architetttura e l’arte contemporanee.

Il primo atto di questo salvataggio è stato estrarre l’opera dal contenitore architettonico, mediante un complesso intervento di smontaggio durato molti mesi e concluso nel 2003. Il secondo atto, l’intervento conservativo vero e proprio in previsione dell’ultimo atto che portò il Soffitto alla collocazione nel Museo del Novecento di Milano dove è divenuto l’ideale basamento della sovrastante sala Fontana, con i Concetti spaziali degli anni ’50, un contesto unico per un’opera nata e vissuta a lungo all’Isola d’Elba.

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L’intervento fu reso possibile dalla felice convergenza operativa che vide insieme, per un restauro interamente finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia, Direzione Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architetttura e l’arte contemporanee e Soprintendenza per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico di Milano.

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