Il turismo all’Isola d’Elba

Anche se il turismo all’Isola d’Elba è un fenomeno abbastanza recente ed i primi flussi consistenti si possono far risalire agli anni cinquanta, non mancano tuttavia personaggi illustri che fin dall’inizio del secolo scoprirono le bellezze naturali dell’Isola, le virtù salutari delle acque del Poggio, la trasparenza del mare e la luminosità dell’aria. E’ il caso di Pilade Del Buono, deputato al Parlamento e fondatore dello stabilimento siderurgico di Portoferraio, che guarì da una fastidiosa malattia renale grazie alla cura delle acque praticata a Poggio, vi acquistò una casa e ospitò numerosi colleghi afflitti dallo stesso male.

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Ma fu soprattutto Sandro Foresi, direttore del “Popolano”, che dette un contributo essenziale alla conoscenza dell’Elba e alla diffusione della sua “immagine” attraverso la fondazione dell’Associazione Amici dell’Elba, che annoverava i nomi più prestigiosi della politica, della letteratura, e del giornalismo italiano degli anni venti e trenta, come Orio Vergani, Luigi Chiarelli, Enrico Novelli, Alberto Moravia, Fraccaroli, Saponaro. Tutti questi illustri scrittori soggiornarono all'”Ape Elbana”, l’unico vero albergo di quei tempi , e nei loro elzeviri decantarono il paesaggio “dolce e severo allo stesso tempo”, la popolazione “laboriosa e cordiale”, le meravigliose insenature, i preziosi minerali, la bontà della cucina e così via.

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E come dimenticare Telemaco Signorini, il grande macchiaiolo, che alla fine del secolo scorso illustrò con decine di quadri e disegni l’intima freschezza del paesaggio elbano, i personaggi più veri e bizzarri, gli episodi più significativi della vita di quel tempo? Il fascino di così autorevoli estimatori dell’Isola, non poteva non stimolare l’interesse delle poche persone che avevano la possibilità di godersi una vacanza e nella rada di Marina di Campo comparvero i primi “Cutters” con gente vestita all’inglese che destarono la curiosità degli agricoltori e dei pescatori del luogo.

Ma il richiamo turistico più importante agli inizi del secolo era il ricordo del breve regno napoleonico: i primi francesi ed inglesi calarono infatti sull’Isola per visitare i luoghi di soggiorno di Napoleone per soffermarsi davanti ai cimeli delle Ville dei Mulini e di San Martino e recarsi in pellegrinaggio alla Madonna del Monte.

Joseph Beaume, Napoleon Bonaparte leaving Elba, 26 February 1815.

Si trattava certamente di gente dotata di grande spirito di avventura poiché non era facile raggiungere l’Elba ed erano poche le persone in grado di dare informazioni precise circa la sua posizione geografica. Come successe a quelle zitelle inglesi che nel 1900 partirono da Londra attratte dalla figura del grande còrso e vagarono per giorni e giorni in varie città d’Italia prima di trovare il porto d’imbarco per l’Isola d’Elba. Avevano chiesto a molte persone, ma nessuno sapeva dare delle indicazioni: qualcuno consigliò di andare a chiedere in Sicilia, altri le indirizzarono in Francia, ci fu chi parlò di costa Sud Americana.

Oggi la situazione è molto cambiata e non solo in Italia, ma in tutta Europa l’Isola d’Elba è ben conosciuta e sono ormai poche le persone che non dispongono di pubblicazioni con l’ubicazione dell’Isola, le sue attrattive, l’attrezzatura ricettiva, i collegamenti con i grandi centri europei. Dopo la seconda guerra mondiale, infatti iniziarono i progetti di sviluppo turistico come quello elaborato da certi ingegneri milanesi che tendeva a valorizzare le zone “desertiche” della Biodola e di Lacona con insediamenti a carattere ricettivo; il Touring club portò a Marina di Campo i primi campeggiatori ed i pionieri del turismo elbano, favoriti dalla creazione dell’E.V.E., stamparono e diffusero i primi opuscoli pubblicitari. Da cinque alberghi con duecentosessantasei posti letto siamo passati a centoottantatre alberghi che possono ospitare diecimila persone, ci sono ventisei campeggi, case per ferie, villaggi turistici, centinaia di ville vengono affittate ai turisti. Certo il volto dell’Isola si è trasformato, sono mutate le sue risorse ed è giusto così. Anche se qualcuno continua a rimpiangere l’Elba com’era.

 

Testo: tratto da Come eravamo, raccolta di inserti pubblicati da Il Tirreno e curati da Augusto Vivaldi a metà degli anni ottanta

Immagini: Telemaco Signorini, Il Poggio; Joseph Beaume, Napoleon Bonaparte leaving Elba, 26 February 1815.

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