Giro all’isola: come sentirsi a casa

Nel 1993 il Giro d’Italia elegge località di partenza l’Isola d’Elba, la Gazzetta dello Sport è diretta da Candido Cannavò che nell’articolo di fondo del 23 maggio intitolato Un tesoro nell’isola scrive: “L’Elba sorride a questa scena sotto un sole che fa parte della sua natura. L’isola ha la bellezza dell’attesa: dopo il Giro, l’invasione di un turismo che non l’abbandonerà mai.

Tra i molti articoli nel numero del 23 maggio della Gazzetta merita di essere ripreso quello di Giuseppe Castelnovi, giornalista di Rossiglione, in provincia di Genova, ha alle spalle quasi mezzo secolo di giornalismo in gran parte svolto alla “Gazzetta dello Sport” di cui è considerato una delle memorie storiche.

Giro all’isola: come sentirsi a casa

L’Elba è di fronte a una scommessa. Ha ottenuto l’onore di ospitare la partenza del Giro a tredici anni di distanza dal primo sbarco del grande ciclismo all’isola. Allora, la novità destò la curiosità di tutte le prime volte. All’ora, la novità destò la curiosità di tutte le prime volte. Oggi quella novità si è trasformata in entusiasmo. Già, perché l’elbano è restio nel recepire le novità: incredulo e diffidente sulle prime, si affeziona al nuovo arrivato soltanto se questi non ha l’aria del conquistatore. Troppe sudditanze ha subito l’elbano nei secoli addietro e dentro gli dev’essere rimasto il timore di venire ogni volta buggerato da chi arrivava dal mare. Piacque in quell’occasione che Bruno Raschi scrivesse sulla Gazzetta che “l’Elba è dotata di una equilibrata dolcezza che per un misterioso prodigio se ne afferra una immediata coscienza sino a credersi a casa propria“. Questa sensazione Bruno Raschi la provò passeggiando con amici e gente del posto sul lungomare di Marciana Marina alla poca ombra delle tamerici.

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Carmelo Barone batte allo sprint Baronchelli nella tappa che si concluse a Portoferraio il 22 maggio 1980

L’elbano che nel 1980 ha assaggiato il giro, adesso lo riabbraccia con la consapevolezza che, a dimenticarlo sarebbe stata l’isola a rimetterci. In tredici anni l’Elba ha avuto occasione di ospitare altre manifestazioni, ma la febbre di questi giorni fa pendere dalla parte del Giro l’indice di gradimento degli isolani per questo sport che premia la fatica come la terra e il mare dell’Elba hanno premiato nei secoli il duro lavoro dei minatori, dei pastori, dei contadini e dei pescatori.

Oggi l’elbano sorride alla vita che, con l’avvento del turismo nel dopoguerra, gli ha regalato conti in banca e agiatezze che in tempi remoti erano eccezioni: chi viveva su questo scoglio campava di pane e miseria. E’cambiata la sua vita. Le sue abitudini si sono imborghesite e l’idea che la recessione approdi anche all’isola con le conseguenze del caso non lo rallegra.

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Nel 1993 Maurizio Fondriest vince la crono individuale di Portoferraio, precedendo per soli due secondi il campione spagnolo Miguel Indurain

Ma ecco l’occasione buona per rilanciare nel mondo l’immagine dell’isola. Per vincere la scommessa l’Elba ha deciso di cavalcare le biciclette dei campioni del Giro. Le notizie che giungono dai centri di tutta l’isola in queste ore rivelano la frenesia gioiosa che anticipa il bagno di folla che la prima giornata del Giro farà tra Porto Azzurro e Portoferraio. Strade asfaltate di fresco, fiori, manifesti di benvenuto. Quanto sei bello Giro. E’ lo slogan che l’atmosfera di questi giorni elbani ha suggerito. L’Elbano si augura che possa trasformarsi: quanto sei bella, Elba. Anche grazie al Giro.

Giuseppe Castelnovi

Sulla partenza del Giro d’Italia 1993 abbiamo ripreso anche un bellissimo racconto di Umberto Gentini, allora presidente dell’Eve, visse dall’inizio alla fine la storia dell’evento più importante mai ospitato dall’Isola.

  2 commenti per “Giro all’isola: come sentirsi a casa

  1. castelnovi
    12 aprile 2015 at 13:56

    Ho letto di essere nato a Ronciglione. Veramente sono nato a Rossiglione (tra Ovada e Masone lungo la strada che sale al Passo del Turchino)

    • Elbacomunico
      12 aprile 2015 at 14:03

      Signor Castelnovi grazie per il suo commento, ci scusiamo per il grave errore che abbiamo subito corretto. Ci fa piacere che abbia letto il post, e la ringraziamo anche per le belle parole che riservò all’Elba.

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