
Ed ecco quali possono essere i vantaggi secondari, ma non per questo da sottovalutare, dell'opera. Innanzitutto è previsto che lo scavo della galleria, come sempre succede nella esecuzione di lavori del genere, finisca per richiamare al suo interno l'acqua delle falde presenti nel sottosuolo del M. Capanne, presenza confermata dalle numerose fonti naturali ivi esistenti. Ebbene tali falde potranno rappresentare un importante apporto di acqua naturalmente potabile e particolarmente abbondante durante i periodi piovosi. Altro vantaggio da tener presente è la qualità del materiale roccioso attraversato con gli scavi sotterranei, il quale, essendo per la totalità costituito dal meraviglioso granito elbano, non solo darà tutte le necessarie garanzie per la stabilità delle opere durante e dopo la esecuzione dei lavori, ma fornirà grandi quantitativi di prodotto lapideo di risulta che, convenientemente sfruttati, potranno contribuire a coprire in gran parte i costi di costruzione della galleria. E', a tale riguardo. da segnalare come alla data attuale le Cooperative di cavatori che operano a S. Piero siano costrette ad importare il granito dalla Cina viste le difficoltà imposte dalle vigenti leggi alla coltivazione delle cave all'aperto che tanti danni provocano all'ambiente. Per ovviarvi e consentire la prosecuzione o forse l'incremento di tale attività si prevede di organizzare lo scavo di alcune parti del serbatoio/galleria in modo da potervi ricavare i blocchi di granito atti alla descritta lavorazione. La parte rimanente di materiale di risulta, opportunamente frantumata e vagliata, potrà trovare svariati ed utili impieghi quale inerte da calcestruzzi, quale sabbia per il ripascimento di spiagge erose dalle mareggiata o per l'ampliamento delle altre, per la costruzione di rilevati stradali e per piazzali e parcheggio o, infine, per ripristinare il territorio nei punti danneggiati dalle cave coltivate negli anni passati.
Un altro punto a favore del serbatoio/galleria è la possibilità di alimentare, grazie alla sua elevata quota altimetrica, gran parte degli agglomerati urbani direttamente a gravità evitando l'uso delle costose pompe di sollevamento. A tale riguardo occorre anche segnalare come la rete di adduzione che attualmente collega tra di loro i vari acquedotti facendo percorrere all'acqua della Val di Cornia tutta l'Isola in senso longitudinale da est a ovest, è in grado di essere alimentata anche in senso contrario cioè da ovest verso est e quindi distribuire seduta stante e senza necessità di grandi opere acquedottistiche tutta l'acqua raccolta e accumulata nel serbatoio/galleria.
Infine l'accumulo in serbatoio di notevoli volumi d'acqua delle piogge effettua una laminazione delle piene contribuendo a lenire i danni che vengono spesso provocati da esondazioni ed allagamenti a seguito di eventi piovosi particolarmente intensi.
Resta comunque confermato che il risultato più importante che si ottiene delle opere in oggetto è quello di consentire all'Elba di alimentarsi autonomamente, evitando in toto il ricorso alle costose e precarie forniture della Val di Cornia, forniture che potrebbero improvvisamente venire a mancare per molteplici ragioni tra le quali figurano le pessime caratteristiche chimiche dell'acqua che possono comportare in qualunque momento il divieto del suo uso a fini potabili, l'impossibilità, insita negli impianti della Val di Cornia, di far fronte alla totalità degli aumentati consumi idrici ed infine, la eventualità, tutt'altro che remota, che la condotta sottomarina di collegamento con il continente, attualmente in precario stato, possa rompersi.
Se si considera che tutti i servizi idrici di una vasta zona, comprensiva anche dell'Elba, definita ambito ottimale ( ATO ), sono svolti da un grande organismo pubblico ( l’ASA ) che realizza il Servizio Idrico Integrato, si comprende che la presenza di un grande serbatoio di estremità come quello in oggetto e per giunta ubicato in una posizione decentrata come è l'Isola d'Elba rispetto al rimanente territorio ATO, costituisca un fattore di grande sicurezza per il servizio idropotabile dell'intera regione. Il collegamento con il continente tramite la esistente condotta sottomarina, attualmente essenziale per il rifornimento idrico elbano, verrebbe allora declassato diventando una riserva da utilizzare solo eccezionalmente per eventuali interscambi di portata nei due sensi Isola d'Elba-Continente e Continente-Isola d'Elba in caso di necessità impreviste.
Infine il problema, importantissimo, del costo delle opere.
La costruzione di una galleria come quella indicata è valutato in ben 150 milioni di euro. Dalle stime effettuate da una società esperta in lavori del genere risulta però che la presenza di un materiale straordinario come il granito che compone il massiccio del Capanne consentirebbe, con una efficiente organizzazione del lavoro, coprire gran parte di tale importo.
In definitiva l'opera che nella presente breve relazione si propone di eseguire, cioè la costruzione di un serbatoio sotterraneo per acqua potabile da 2.000.000 di mc. di capacità utile, si ritiene costituisca la soluzione ottimale del problema idrico elbano in quanto essa è atta, senza provocare eccessivi danni all'ambiente, a dotare l'Isola di un corretto servizio idrico del tutto autonomo ed autosufficiente nel mentre le spese per la esecuzione dei lavori potrebbero essere in buona parte coperte dalla utilizzazione del materiale di risulta dagli scavi. E’ anche da rilevare come la costruzione a breve di una sola prima parte della galleria, del tutto analoga a quelle che vengono continuamente realizzate in varie parti d’Italia per risolvere problemi meno importanti di quello idropotabile dell’Elba, doterebbe l’Isola di un serbatoio sufficientemente grande per poter immediatamente immagazzinare nell’autunno/inverno l’acqua potabile allora già presente in esubero e poter con quella risolvere totalmente gli attuali problemi di carenza estiva.
Ulteriori indicazioni possono essere dedotte nel sito http://www.altratecnica.it dove figura il progetto di massima completo di disegni esplicativi.
Marcello Meneghin
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