Rio nell'Elba sorge nel X secolo alle pendici del Monte Strega, in prossimità della zona mineraria. Dopo corca 200 anni, i pisani resero Rio fortificato cingendo il paese di mura. Ciò non fu sufficiente per reggere la furia del pirata Barbarossa che rase al suolo l'abitato nel 1534. In seguito il paese fu riedificato dagli Appiani.
Rio nell'Elba si trova nella zona orientale dell'Isola a 165 metri sul livello del mare, si estende per 16 chilometri quadrati e conta circa 1200 abitanti.
Nella piazza principale del paese si trova la Chiesa dei Santi Gaetano e Quirico, la costruzione era parte integrante della cinta difensiva dell'abitato. Costruita nel '300 e ristrutturata 200 anni dopo, la Chiesa ha altari barocchi con importanti decorazioni e dipinti di pregevole fattura.
Da vedere
Collezione Alfeo RicciRio nell'Elba è il paese natale di Alfeo Ricci, studioso e autodidatta che fino agli anni 60 del '900 ha raccolto e studiato i favolodi minerali dell'isola. La sua ricca collezione, formata da più di 700 esemplari di minerali esclusivamente elbani, è stata esposta in paese fino al 2002 ed è poi stata trasferita a Capoliveri.Museo Archeologico del distretto minerarioUna raccolta di reperti, tavole e esempi di lavorazione del ferro che fanno rivivere la storia degli antenati elbani. Le loro lavorazioni, dalla gemmologia e metallurgia, alla storia percorsa interamente, dalla preistoria e protostoria alle civiltà etrusca e romana e il Medioevo. Dalla ricerca di Grassera alla lavorazione del ferro sul monte Serra.
In direzione Nisporto, dopo pochi chilometri si trova l'eremo di Santa Caterina, la chiesa così come appare ora risale al '600, alcune parti come il campanile risalgono però al XIII secolo, famoso è anche il suo guardino botanico che ospita un roseto antico e piante spontanee caratteristiche dell'Isola e dell'Arcipelago Toscano.Sulla collina del Giove si trovano i resti di una imponente torre (Torre del Giove o Forte del Giogo) che fu fatta edificare da Jacopo III d'Aragona Appiani nel '400. Considerato un pericoloso fortilizio degli Appiani subì due assalti: il primo ad opera del pirata Dragut nel 1553 e il secondo per mano di Mouroy de Pinel governatore spagnolo di Porto Longone.
Da Rio nell'Elba è possibile, dopo una ripida salita, arrivare in località Le Panche dove si può percorrere un breve tratto asfaltato molto panoramico che ci porterà fino alle pendici del Volterraio. Grazie ad un viottolo immerso nella macchia mediterranea e in alcuni tratti tagliato nella roccia, si può salire in meno di un'ora fino ai maestosi ruderi dell'inespugnato Castello del Volterraio. Il castello è perfettamente mimetizzato tanto da apparire parte integrante del monte. Edificato con tecniche particolari, tanto da apparire da lontano, molto più grande di quello che in effetti è. Sono ancora riconoscibili, nonostante l'incuria, la scala di accesso, il vano del ponte levatoio, il cammino di ronda e la torre quadrata. Meravigliosa la vista sul golfo di Portoferraio e la valle di Bagnania che si gode dalla vetta.
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