Forum Il futuro assetto istituzionale dell'Isola d'Elba: la parola ai cittadini

Forum: Quale assetto istituzionale nel futuro dell'Isola d'Elba?

in collaborazione con il Circolo Culturale Sandro Pertini dell'Isola d'Elba.

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29/03/2009 - 12:02 - da TENEWS:

COMUNE UNICO, A FAVORE CENTROSINISTRA E REGIONE

D'ACCORDO PERIA, ALESSI, SCHEZZINI E GLI ASSESSORI REGIONALI FRAGAI E BERTOLUCCI: UNA RACCOLTA DI FIRME E POI IL REFERENDUM DEI CITTADINI

Tutti d’accordo a sinistra sul comune unico. Questo uno dei risultati poltici più importanti che sono emersi dagli Stati Generali dell’Arcipelago Toscano che si sono tenuti nella giornata di venerdi 27 marzo a Portoferraio, alla presenza di tre assessori della giunta regionale.

“La nostra sfida del cambiamento passa dall’assetto istituzionale – ha detto Catalina Schezzini, presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni delle Isole Minori, che ha fatto da moderatore alla prima parte del convegno – l’Elba ha una superficie di 227 kmq, quanto il comune di Cinigiano (in provincia di Grosseto, 5000 abitanti, ndr) ma d’altro canto Malta, che ha quasi la stessa superficie (315 kmq ma 295mila abitanti…) è addirittura uno Stato. L’Elba può essere una via di mezzo, ha tutto per valorizzare le proprie peculiarità diventando un solo comune”.

“Abbiamo cercato di dare un taglio molto concreto al convegno - ha detto Roberto Peria, sindaco del Comune di Portoferraio che ha organizzato gli Stati Generali con la Regione Toscana. Sono anni che di comune unico si parla da una campagna elettorale all’altra, da una legislatura all’altra, senza fare nulla. Ora, con il conforto che abbiamo anche attraverso pareri scientifici di professori universitari, è il momento di sfruttare davvero concretamente tutte le potenzialità della ipotesi comune unico. Una ipotesi che comunque dovrà essere condivisa, e dovrà partire dal basso, dalla gente”.

“Non so chi abbia paura – ha detto il presidente dell’Unione di Comuni dell’Arcipelago – certo è che dovranno essere gli elbani a decidere. Gli strumenti ci sono: l’ideale sarebbe una proposta di legge popolare, da inoltrare alla Regione Toscana con il corredo di 5mila firme. E poi un referendum, per fare in modo che la gente si esprima convinta delle proprie ragioni. Ci sarà modo per far capire a tutti i pro e i contro di una situazione del genere. Poi saranno gli elbani a giudicare se ne vale la pena”.

Al termine della giornata il parere autorevole dell’assessore regionale Agostino Fragai: “Una iniziativa tesa a realizzare il comune unico dell’Isola d’Elba troverebbe la regione Toscana fra i principali assertori – ha detto Fragai – e sarebbe un esempio positivo da additare non solo nella nostra regione, ma in tutta Italia. Se il meccanismo partirà, avrà il nostro appoggio totale”.

domenica 29 marzo 2009 - 00.32

06/03/2009 - 00.27 - da TENEWS:

IL PD RILANCIA: OBIETTIVO COMUNE UNICO ELBANO

RIUNITA L'ASSEMBLEA TERRITORIALE DEL PD: UNA LEGGE SULLE ISOLE MINORI, L'AMBIENTALISMO DEL FARE E UN GOVERNO UNITARIO LE PRIORITA'

L’assemblea intercomunale dell’Isola d’Elba del Partito Democratico si è riunita, nei giorni scorsi, sul tema: "Liberare il futuro, un’isola che fa delle sue risorse umane e naturali la chiave per affrontare le nuove sfide". Dichiara Federico Mazzei: “Al termine dell’ampia e approfondita discussione abbiamo approvato un progetto davvero riformista con proposte chiare che cercano di dare soluzione ai grandi problemi che affliggono il nostro comprensorio”.

Il Pd punta sulla legge quadro per le isole minori, per ottenere il pieno riconoscimento della particolarità e vulnerabilità delle isole nel sistema giuridico del nostro paese, dove lo stato riconosce l’insularità quale causa di svantaggi strutturali che ostacolano lo sviluppo economico e sociale delle piccole isole. E sul governo unitario del comprensorio “per disporre di un’istituzione dotata di quei poteri che consentano di guidare, in modo sovracomunale, le risposte da dare alle sfide della globalizzazione”. “Qui – per Mazzei - è importante per l’Elba e le altre isole recuperare, al più presto, un rapporto di confronto e collaborazione fra i dieci comuni insulari: lavorare affinché l’Unione comprenda tutti i comuni dell’Arcipelago, e fare in modo che questa sia il primo passo verso il comune unico dell’Elba.

Sull’ambientalismo del fare, perché per produrre qualità e benessere non basta solo conservare l’ambiente, è necessario piuttosto promuovere azioni che portino a una nuova crescita sociale ed economica. E sul governo unitario dell’uso del territorio e su un’urbanistica che permetta agli elbani di avere omogeneità e coordinamento nella pianificazione territoriale; per avere procedimenti autorizzativi più snelli, veloci e soprattutto uguali per tutti i cittadini elbani”.

Dice il segretario del Pd: “Il documento è stato approvato definitivamente dall’assemblea e con questo voto si è così concluso un percorso iniziato alcuni mesi or sono, prima con la conferenza programmatica, che ha visto la partecipazione anche del senatore Vannino Chiti e dell’onorevole Silvia Velo, oggi con la mobilitazione dei nostri otto circoli e di tutto l’esecutivo Elbano del Partito. Il documento portato in Assemblea è stato verificato e discusso nelle realtà comunali, nonché nell’interessante e costruttivo incontro che abbiamo avuto coi rappresentanti delle categorie economiche, sindacali e delle forze sociali del territorio”.

26/01/2009 - 07:59 - da TENEWS:

lettera: "COMUNE UNICO FOLLE, MA SU UN BINARIO MORTO"

"MA IL PD NON ERA PER LA PICCOLA GRANDE ITALIA DEI PAESI? CHE COERENZA E SD NON ERA CONTRO I TAGLI? CON LA MEGA FUSIONE SARA' UN BEL CAOS, COMUNQUE COSI' NON CI SARA' NE' LA LEGGE REGIONALE NE' IL REFERENDUM"

Questa trovata del Comune unico convince sempre meno. Ha ragione chi parla di un diversivo elettorale e propagandistico: i promotori sono i primi a non credere alle mega-fusione, e spiegheremo perché.

(Ex) Piccola grande Italia, bella coerenza

La politica non c’entra, è vero, ma sono Pd e Sd che promuovono la mega-fusione, non altri. Intanto: i Comuni non sono strumenti di governo. Il territorio è un fine e non un mezzo dell’amministrare. E fa parte dell’identità, della cultura. Chi lo dice? Loro. Non ci credete? Leggetevi il manifesto di “Piccola grande Italia” di Legambiente e Pd, che inizia così: “Il 72% degli oltre 8.000 comuni italiani conta meno di 5.000 abitanti. Questi 5.835 piccoli centri non solo svolgono un’opera insostituibile di presidio e cura del territorio, ma sono portatori di cultura, saperi e tradizioni, oltre che fucine di sperimentazione e fattori di coesione sociale”. Contrordine compagni e amici, ora sono enti inutili. Zac, tagliati. Bella coerenza.

Pochi risparmi, e rischio burocrazia

Ora che ci sono meno risorse vogliono tagliare i Comuni. Quando torneranno le vacche grasse cosa proporranno: sette scissioni per tornare a 8 Comuni? Follia. Sono altre le leve dell’amministrazione. E poi, quale risparmio? Il personale necessario è quello, il lavoro è lo stesso. Un solo segretario, sì, ma ci vorrà un vice, intanto, e una struttura. Si risparmia sugli acquisti? Mah. Se si tratta di mettersi insieme per comprare le cartucce delle stampanti non c’è bisogno di far fondere otto Comuni, basta una telefonata degli economati. Sd promette di mantenere i municipi. Ma con sette “pro-sindaci” (e relativi uffici e strutture, o no?) i costi potrebbero addirittura salire. Non parliamo neanche delle famigerate circoscrizioni. Oppure vogliono chiudere tutte le sedi periferiche dopo un paio di anni?Comunque la fine del rapporto personale con gli amministratori imporrebbe di rafforzare le strutture dedicata alle relazioni con i cittadini. Dentro ogni struttura burocratica. Un bel pieno di burocrazia, insomma. Magari qualche risparmio ci sarà, ma vanificato dal caos

Un gigantesco (e masochistico) taglio

La cosa più assurda: sono anni che molti (Alessi in prima fila) si battono contro la chiusura di Agenzia del territorio, tribunale, reparti ospedalieri e chi più ne ha più ne mette. Non capiscono i comuneunicisti che qui sono loro i primi a tagliare all’Elba. Tagliare posti di lavoro futuri, tagliare centri nevralgici importanti e vitali nei paesi, tagliare opportunità economiche e professionali in gran parte sostenute economicamente dai trasferimenti (anche meno di un tempo) centrali. Un caso di masochismo. Incredibile. Pensate che belle manifestazioni se fosse stato Tremonti a imporre un taglio del genere. Ah, quante bandiere in piazza ci sarebbero.

Un comune enorme: caos e conflitti

Non è un caso se non si è mai realizzata alcuna fusione di Comuni in Toscana, né (così risulta, almeno di una certa consistenza) in Italia. Il Comune Elba avrebbe un territorio doppio triplo a quello dei Comuni capoluogo toscani (come detto salvo Grosseto, al centro di una ex palude). Il Comune Elba avrebbe il primato dell’estensione costiera in Italia. A questo non rispondono, ovviamente. Perché un Comune piccolo si amministra meglio, con più cura e attenzione. Punto numero due: le spiritosaggini su Cavo e Pomonte in cui si rifugia Sd sono inutili (così come il vittimismo da “post”, lasciate perdere Stalin). Hanno idea i promotori dei conflitti che scatenerebbe un comune unitario che amministra cittadini che pensano ancora per otto. Auguri all’assessore allo Sport che dovrà scegliere quale campo sistemare prima, fra San Piero e Lacona. Auguri all’assessore alla Cultura che dovrà compilare l’elenco delle manifestazioni estive. Perché non prova a togliere qualcosa a Marciana Marina e “redistribuire” le iniziative con Rio Elba? Passeremmo il tempo in una continuo snervante confronto su chi spende dove (In parte è già cosi). Non si può passare da un momento all’altro da 8 a 1. Ma il gradualismo non era ormai patrimonio della sinistra?

Per fortuna è su un binario morto

Soprattutto: è assurdo parlare del Comune unico come obiettivo finale all’Unione dei Comuni, a cui – paradosso – aderiscono solo 5 (e il Giglio lo vogliono “sganciare” in mezzo al mare, o tenere dentro? Che confusione!). Vogliono fare un “Comune unico” a macchia di leopardo con altri tre Comuni intorno? O magari pensano di procedere contro la volontà di tre sindaci e Consigli comunali (peraltro loro non in scadenza). Annettendoli militarmente? La Regione non può fare nessuna legge per la fusione se prima non si esprimono tutti i Consigli comunali in tal senso. Perciò la raccolta di firme per la legge regionale è una presa in giro. E il referendum? Come si può tenere un referendum per decretare lo scioglimento di un Comune se questo è contrario al suo svolgimento? (In ogni caso possono considerare questa sigla come un embrione di comitato del “No”. E smetterla con questa ridicola “caccia all’anonimo” e con qualche tentazione di personalismo). Comunque il referendum non ci sarà. Ed è meglio per loro, perché lo perderebbero. Di brutto.

“Comune unico? No grazie”

22/01/2009 - 23:22 - Yuri Tiberto da Camminando.com scrive:

Il Comune Unico come esclusiva della Sinistra?
Boh, io non direi... a meno che, per esempio, Arcipelago Libero non sia un covo di sovversivi bolscevichi...
Certo che, per chi come me mantiene una sostanziale equidistanza dai due principali schieramenti, finché sarà solo la Sinistra a darsi da fare per dare la parola alla gente con un democratico e decisivo referendum... diventa più facile condividere l'articolo di Sinistra Democratica che non gli scritti di chi ci definisce beceri illusionisti.

Comunque grazie all'anonimo amico che su TEnews mi ha definito "simpatico ma politicamente sprovveduto": come vignettista, mi fa davvero piacere il complimento.
Anche perché ribadisco per l'ennesima volta che non sempre le mie vignette riflettono un pensiero politico... altrimenti potrebbe sembrare che ce l'abbia, chessò.. con Tozzi..
(ciao Presidé.. oggiù, so' in astinenza.. che è 'sto silenzio? O esterna un po'... vuoi proprio rovinarmi la carriera.... hai visto ganzi i tuoi amici della CE?.. hihihihi.... bellini i grattacieli di Bari.... però noi dobbiamo sta' attenti a non perdere il diplomino per Montecristo... )

Nel caso specifico, invece, ho proprio espresso il mio preciso pensiero (che non escludo sia "sprovveduto": resto un purista della politica fatta "col cuore" e non con la calcolatrice..).
Il centrodestra elbano "dorme". E profondamente, anche. Ora poi che l'udc ballonzola nel limbo, siamo più vicini al coma che al pisolino. Sarà un caso che 5 comuni, l'ex-CM ecc. ecc. siano in mano agli amici della sinistra... in un'isola che dovrebbe teoricamente essere una coccolatissima (da Roma) enclave di centrodestra?
La questione Comune Unico non può essere messa in secondo piano. Si può non concordare, ed è assolutamente legittimo. Soprattutto, si può cercare di ipotizzare una formula che accontenti il maggior numero di persone, senza intaccare i diritti dei singoli campanili.
Ma in periodo di crisi è indispensabile cercare l'unità e abbandonare la cultura dell'orticello, senza la demagogia dell'impossibile (Stefano, io sarei anche d'accordo per la Provincia.. ma sappiamo in due che non succederà mai... bisognava svegliarsi prima..) e senza attaccarsi ai palliativi distributori di poltroncine come le unioni degli arcipelaghi comunali e simili.
L'isola è una, e serve una gestione unitaria. Le risorse non sono infinite, né le nostre, ne quelle che ci possono arrivare da fuori. Le prime vanno curate e preservate, e le seconde vanno difese con le unghie e coi denti. Sicilia e Sardegna hanno appena ottenuto fondi speciali in quanto "penalizzate dall'insularità". A noi, come sempre, e per restare in ambito siculo, .... 'sta ceppa di min..a. Chi dobbiamo ringraziare? Aspettiamo ci levino anche la Toremar, e che finiscano per tagliarci, oltre a tutti i servizi di base, anche quel che resta dei nostri poveri sfrantecati ammenicoli?

Ripeto: a me non me ne può fregà de meno, del centrodestra come del centrosinistra. Penso però che la soddisfazione delle aspirazioni della gente sia, al di là dei colori, una impellente necessità. Siamo stufi dei battibecchi sulle poltrone, degli auto-goal, dell'immobilismo totale. Se sull'isola esiste una netta maggioranza di centrodestra, che almeno provi a capire e a conquistare i suoi elettori anche a livello locale. Altrimenti, non si lamenti se qualcuno, pur continuando a preferire Tremonti a Bersani e Brunetta a Pecoraro, si accontenterà di un Totano (piccolo.. ) oggi senza sperare nel Dentice di un ipotetico domani....

Ps: su facebook possiamo cominciare a contarci... visto che siamo "poche decine", dovremmo fare in fretta...
http://www.facebook.com/group.php?gid=46232222723&ref=mf

22/01/2009 - 11:50 - Robi Veltroni scrive:

E' nato su Facebook un gruppo intitolato Elba: Comune Unico? Gli utenti di Facebook possono iscriversi al gruppo andando al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=46232222723&ref=mf#/group.php?gid=46232222723&ref=mf chi non fosse registrato può registrarsi alla pagina http://www.facebook.com.

21/01/2009 - 15:40 - Daniele Palmieri scrive:

Passa l'Unione dei Comuni. Addio Comune Unico

Ieri sera il Consiglio comunale di Portoferraio ha approvato l'adesione alla mini-Unione dei comuni, così come consentita dalla legge elettorale approvata alla fine del 2008. Per la quarta volta la decisione veniva proposta all'approvazione. Quattro le sedute necessarie prima per superare i mal di pancia interni al PD e poi per attendere la modifica della legge regionale, dopo il diniego di molti altri comuni dell'Arcipelago.

Nella prima votazione però, la proposta era stata approvata con una condizione (un ordine del giorno proposto dal PRC): Unione sì, ma con la certezza che al nuovo ente venissero affidati compiti e funzioni importanti e che il Comune di Portoferraio aderisse solo con l'impegno di avviare entro un anno le procedure per la fusione dei comuni. Ovviamente, Alessi e Peria hanno votato a favore, ma come oggi usa da quelle parti politiche, dal giorno dopo hanno violato ogni impegno preso andando a favorire la nascita di un ente senza reali competenze e nel cui Atto costitutivo, forse per la prima volta in uno stato democratico, il presidente è individuato con nome e cognome. L'Unione nasce con pochi comuni e pressoché senza funzioni affidate. Ancora una volta gli elbani si fanno del male da soli. Sullo sfondo resta l'ipotesi del Comune unico, unica vera soluzione per favorire un po' di efficienza della pubblica amministrazione, in special modo nei servizi al cittadino. L'Elba, con i suoi 8 sindaci e una marea di dirigenti e funzionari, ha un apparato burocratico che costa allo stato cifre incredibili. Comuni con poche centinaia di abitanti (un condominio) hanno segretari comunali, comandanti dei vigili, responsabili dei servizi, etc. che amministrano cifre risibili. Dopo l'esperienza da amministratore di Portoferraio (12.300 residenti), mi chiedo spesso che cosa faccia tutto il giorno un dirigente o un segretario comunale di un comune di poche centinaia di abitanti !!!. Purtroppo prevale la logica del campanile, alimentata da quei politici (indifferentemente del PD, di SD o del PDL) così abituati a passare di poltrona in poltrona da aver la fisiologica-culturale necessità di averne a disposizione tante. Questo ha poco a che fare con i bisogni reali degli elbani, della nostra traballante economia e con il nostro diritto ad uno sviluppo sociale e culturale. Con l'Unione dei comuni approvata ieri, l'ipotesi del Comune Unico si allontana di anni. Un'altra occasione persa.

Daniele Palmieri

19/01/2009 - 16:37 - da TENEWS:

"COMUNE UNICO, LE ALLUCINAZIONI E GLI ILLUSIONISMI
LA LETTERA: SI SCAMBIA LA REALTA' CON QUALCHE BLOG. SI PARLA DI FARE LA VOCE GROSSA E ALLA PRIMA OCCASIONE CI SI ACCUCCIA ALL'ASSESSORE REGIONALE DI PASSAGGIO. AMMINISTRAZIONE E PROSINDACI: SARA' CAOS"
Sul Comune unico si rischia l’allucinazione collettiva, prodotta da quella manciata di politici “professionali” e di sinistra esistenti all’Elba.

La prima illusione, di cui sono le prime vittime i politici stessi, è che ci sia nell’opinione pubblica elbana la voglia di questa soluzione. In realtà, e non ci vuole molto a capirlo, si scambia la gente normale che vive all’Elba, che qui in gran parte è nata e lavora, e vota, con quelle poche decine di persone (forse un centinaio) che anima la discussione su siti e blog e guestbook. Si tratta in gran parte, invece, di una frangia di tendenza per lo più qualunquista, per non dire peggio (c’è anche qualche grillino molto di destra) che ha come unico orizzonte la critica becera e inconcludente dell’esistente. Quando si andrà a votare, se mai ci andremo, i dirigenti del Pd/Sd capiranno che la gente vera la pensa in tutt’altro modo, e mai rinuncerebbe alla sua identità anche municipale, che loro - i Pd, la sinistra, gli ambientalisti ecc - fino all’anno scorso promettevano peraltro di voler difendere con operazioni di grande impatto mediatico – ma evidentemente di scarsa sostanza.

La sinistra ancora non lo sa, ma nel referendum andrà incontro a una sconfitta epocale. Eppure, questa illusione molto veltroniana – scambiare facebook o internet con la realtà - è solo la prima allucinazione. La seconda è ancor più grave, e ci racconta di come la voglia di Comune unico sia non solo una realtà virtuale, ma come sia illusorio anche l’armamentario propagandistico che l’accompagna. Fin dalle premesse. Primo: la ratio del Comune unico. Qualcuno lo ha già detto. Se si dichiara che il Comune unico serve a fare la “voce grossa” con la Regione è già un’ammissione del fatto che il problema non siamo noi, ma è la Regione. (E poi, scusate la parentesi, ma Peria o un altro pd che fa la voce grossa con Conti vi pare possibile?) Inoltre, ci si dichiara intenzionati a "fare la voce grossa" e intanto alla prima occasione – la discussione sull’ente che ci consentirà di fare questa benedetta “voce grossa” – ci si accuccia all’arroganza del primo assessore regionale e si rinuncia alla Comunità di Arcipelago (dopo aver tentato un espediente piuttosto squallido, quello alla azzeccagarbugli, chiamando il mostriciattolo Unione dei Comuni della Comunità dell’Arcipelago).

Secondo: tagliare i costi. Sappiamo benissimo che non si possono mandare a casa i dipendenti comunali. Quindi le spese per il personale restano inchiodate. Quelle per gli amministratori sono una sciocchezza, checché se ne dica. Il risparmio non c’è. Poi si promette questa figura del pro-sindaco, che non esiste in nessuna legge: potenzialmente può creare problemi enormi, normativi e amministrativi, e sicuramente contribuire ad un aumento dei costi.

Aumenterà sicuramente la confusione amministrativa, e rischiamo di produrre danni irreparabili per un po’ di anni. Tanti auguri ai cavesi che avranno a che fare con un assessore di Seccheto e ai campesi alle prese con un assessore riese. Per la prima volta gli elbani avrebbero un sindaco che non hanno mai visto in faccia né conosciuto. Il Comune unico elbano avrebbe un’estensione territoriale fra le più grandi della Toscana, con un territorio difficilissimo da amministrare (non è un’ex palude come il Grossetano). Ancora: basta che un Comune resti fuori (qualcosa mi dice che a Porto Azzurro il sì prenderebbe sì e no un 10%) e tutte le miracolose sorti e progressive della Riforma andrebbero a farsi benedire. Una cosa sensata sarebbe stata partire con delle piccole fusioni, e passare a sei, magari a cinque, come i più avvertiti avevano proposto anche nel Pd, prima di conformarsi per esigenze tattiche alla “difesa” di Rio Elba.

La verità, sgradevole, è che la sinistra vuole questo benedetto Comune unico perché è l’unico modo per giocarsela all’Elba, dove è minoranza. Della serie: o la va o la spacca. Per questo, mi dispiace per gli amici vignettisti (simpatici, ma politicamente sprovveduti) e spero che il centrodestra ottenga l’unica cosa seria e utile che si può proporre: il riconoscimento della eccezionalità territoriale dell’arcipelago e una qualche forma di agevolazione. Perché noi siamo i primi a doverlo capire, che è necessario lottare per i nostri diritti. E non abbassare la testa perché a Firenze pensano che siamo tutti ricchi (parole testuali) o "gente strana". Invece l'Elba è già unica così.

Comune unico? No, grazie

17/01/2009 - 08:26 - da ELBAREPORT:

Sinistra Democratica: Comune Unico, la destra venga allo scoperto (DA ELBAREPORT)

Sul Comune Unico dell’Elba vale ciò che disse Nanni Moretti in “Palombella Rossa”, e cioè che “le parole sono importanti”. Allora precisiamo.
A nostro parere la questione centrale circa ‘la semplificazione amministrativa’ all’Elba è quella di dare finalmente la parola ai cittadini tramite un Referendum consultivo, da attuarsi secondo le modalità previste dalle norme regionali.
Essendo Il tema della riduzione del numero dei Comuni, fino al ‘Comune Unico’, materia non ideologica ma inerente il miglior uso delle risorse disponibili nel nostro territorio, vi sono le condizioni perché nasca un forte comitato, trasversale dal punto vista politico e socio-economico; sarà questo gruppo di persone, del quale intendiamo far parte attivamente, a definire la proposta di legge da sottoporre a referendum tramite la raccolta delle 5 mila firme necessarie.
Per quanto ci riguarda, un tale sforzo organizzativo va speso bene per ottenere il massimo: l’ipotesi del Comune Unico dell’isola d’Elba con gli otto municipi (con un pro-sindaco di riferimento) è quella che ci convince di più, poiché garantisce insieme l’economia di scala con il decentramento dei servizi alla persona.
Siamo convinti che oltre al maggior peso istituzionale e al risparmio di sette ottavi delle spese multiple oggi sostenute dagli 8 comuni (reinvestibili subito per qualificare territorio e servizi ), la Regione potrebbe metter sul piatto qualche carico da undici: riduzione-cancellazione delle tasse alle imprese, esenzione dal bollo auto per alcuni anni, eliminazione delle varie addizionali che ci riguardano come contribuenti, ecc.
Noi stessi potremmo avanzare alla Regione specifiche richieste di detassazioni e contributi.
Chiediamo quindi agli esponenti del centrodestra intervenuti in questi giorni col solito stile polemico e improduttivo a chiosare su presunte nostre contraddizioni, di esprimersi invece su questo percorso che prevede, alla fine, la parola ai cittadini.

Sinistra Democratica - Isola d’ Elba
 

14/01/2009 - 18:52 - da TENEWS:

"IL COMUNE UNICO URGENTE, MA NO AD ACCORDI COL PRC"
di Roberto PERIA (sindaco di Portoferraio)
Il coordinatore elbano di An, e candidato a sindaco di Portoferraio Luigi Lanera, ha dichiarato pubblicamente che considera la posizione sul Comune unico assunta dalla mia maggioranza un progetto molto difficile e quindi un diversivo elettorale, finalizzato a ricercare l’accordo con Rifondazione Comunista.

A Lanera rispondo che sbaglia di grosso. Il progetto del Comune unico è oggettivamente complesso, ma a mio avviso - e non solo mio, per fortuna - non è rinviabile e va messo subito nell’agenda delle istituzioni elbane; vedrà quindi nei prossimi mesi come si compiono dei passi concreti e decisivi per la sua realizzazione. Per quel che riguarda il rapporto con Rifondazione, mi sembra che sia ormai assodata l’impossibilità di un accordo elettorale, da loro stessi ribadita nel recente congresso di partito. Lanera dice poi che io sono lontano dai problemi della gente e propone idee alternative per il governo di Portoferraio.

Ad esempio, oltre a dire no al Comune unico, qualche giorno fa ha affermato che al posto del polo scolastico universitario della ex caserma Teseo Tesei realizzerebbe una foresteria per pendolari. Dal nostro punto di vista sarebbe un vero disastro, dopo anni di lotte per dare ai nostri ragazzi una struttura decente ed accogliente. Qualche tempo fa ha anche detto che la nuova sede dell’Apt ed i nuovi servizi di accoglienza turistica lui non li realizzerebbe all’ingresso della Calata, nell’area della Gattaia, ma al Palazzo Coppedè al porto. Al di là dei ritardi che una tale opzione comporterebbe, se fosse realizzata l’ipotesi di Lanera si riuscirebbe in un risultato straordinariamente negativo: tenere lontani dal centro storico i turisti, ottenendo un effetto esattamente opposto rispetto a quello auspicato.

Come si comprende non sono assolutamente d’accordo praticamente su nessuna delle proposte di Lanera (l’elenco potrebbe continuare), il che, peraltro, dimostra che la politica non è la notte dove tutte le vacche sono nere. Spero comunque che il suo metodo, criticare ma anche proporre qualcosa di alternativo, verrà adottato da tutti, soprattutto in vista di una campagna elettorale in cui si dovrà discutere molto seriamente della nostra città e dimostrare ai cittadini chi ha le idee migliori per il suo futuro.
 

12/01/2009 - 11:58 - da TENEWS:

"IL COMUNE UNICO? SOLO UN DIVERSIVO ELETTORALE"
AN CONTRO IL SINDACO DI PORTOFERRAIO: ORA E' A FAVORE SOLO PER RECUPERARE RIFONDAZIONE COMUNISTA, CHE HA PERSO TRADENDO IL PROGRAMMA ELETTORALE. INTANTO BUTTANO VIA RISORSE NEL TRAFFICO"
Il Comune unico agitato solo per scopi politico-elettorali, o come diversivo. L’accusa viene da An, con il coordinatore elbano Luigi Lanera, ed ha come obiettivo il sindaco di Portoferraio. “Ancora una volta – scrive Lanera - il candidato a sindaco Roberto Peria esterna il suo pensiero sull'urgenza dell'istituzione del comune unico, cercando di distogliere l’attenzione dei cittadini di Portoferraio dai problemi principali di cui soffre la città. Per puro interesse politico gioca la carta del comune unico per il solo scopo di accattivarsi il consenso del partito di Rifondazione Comunista, perso durante questi anni di governo non rispettando il programma elettorale presentato ai cittadini, sperando che ancora una volta i suoi compagni di avventura, tragica, possano sostenerlo”.

“Noi – attacca Lanera ci domandiamo come possa un sindaco perdersi in progetti molto difficili dal realizzarsi, quando abbiamo delle urgenze di vita quotidiana ancora irrisolte. Citiamo ad esempio il caso della piazzola per l’atterraggio dell’elisoccorso che il nostro sindaco ha deciso di realizzare in un luogo discutibile, ma senza la possibilità di una semplicissima illuminazione. Si preferisce spendere 20mila euro per uno studio sul traffico di Portoferraio e non si rende possibile l'atterraggio dell’elicottero nella notte. Non ultima la sua dichiarazione sul problema Toremar, che fa sorridere, poiché sembra che voglia scimmiottare ciò che è stato fatto nelle altre isole italiane da parte dei locali sindaci. In conclusone ci auguriamo che a breve Portoferraio possa avere un sindaco in grado di risollevare la città mettendo in pratica idee concrete e di immediata efficacia.

11/01/2009 - 10:10 - da TENEWS:

LA MAGGIORANZA DI PERIA: E' URGENTE IL REFERENDUM
IL COMUNE: SI DEVE ARRIVARE A UNO STRUMENTO DI GOVERNO UNITARIO
Votando la delibera di adesione, il Consiglio comunale di Portoferraio ha approvato ieri un ordine del giorno che non solo auspica, ma definisce “urgente il referendum popolare previsto dalla legge per la costituzione del Comune unico elbano come strumento di amministrazione unitaria”, e ritiene “che l’Unione dei Comuni che sia strumento indispensabile per gestire le materie comprensoriali delegate alla disciolta Comunità Montana”.

La maggioranza di “Portoferraio domani”, dunque, marcia spedita in direzione del Comune unico, e a questo punto dovrebbe inserire la proposta nel programma della compagine elettorale che da qui a pochi mesi dovrà presentarsi agli elettori chiedendo la fiducia per un nuovo mandato amministrativo.

31/12/2008 - 17:25 - da ELBAREPORT:

A Sciambere augurale dei bivalvi, delle urgenze e delle garritte

Carissimo Elbareport, urge la comunità di arcipelago, urge l'unione dei comuni, urge la vertenza insularità, come una banda di allegri prostatici sembra che i ns rappresentanti siano presi da mille urgenze cosicchè non hanno il tempo di andarsi a vedere i risultati del sondaggioco di elbacomunico sull'assetto amministrativo dello scoglio.
Ebbene da quel sondaggio che non ha valore statistico, ma ha tuttavia il pregio di aver fatto dichiarare a qualcuno (10, 100, 1000? Non lo so) quale assetto amministrativo ritiene più adeguato ad affrontare i problemi dell'isola emerge che su quei 10,100,1000 rispettivamente 7, 70,700 dichiarano che ritengono sia giunto il tempo dell'unica soluzione amministrativa che non urge ai ns rappresentanti: il comune unico. Ci vogliamo rifare un pensierino sopra su quel referendum ventilato a novembre?
Al Sindaco Peria auguro un sereno 2009 e spero che nel corso del nuovo anno troverà il tempo di rispondere ai mitili bagnaiesi (anche se pochi, sono sempre vivi) sul tratto portoferajese di via di Bagnaia, quei 200 spericolati metri (vedi Elbareport del 7.9.08).
Al Parco e al fisico che l'ha proposto i complimenti per il progetto di monitoraggio del traffico navale e dell'inquinamento marino e per il finanziamento ottenuto. Sono tanti soldi e se ben spesi contribuiranno a far vivere meglio anche noi cozze. A questo proposito credo utile che una parte (piccola) di quei soldi venga spesa per spiegare a chi desidera ascoltare - penso soprattutto agli studenti - l'articolazione e le finalità del progetto.
Al giornale e a chi lo edita l'augurio sincero di scapolare anche il prossimo anno, ai suoi amici e nemici il ringraziamento per tenerlo vivo.
Il mitile ignoto

Caro e saggio bivalve
Un umorista di altri tempi dava al permanere costante di una guardia armata in garritta fuori delle aree militari: atteggiamento marziale e sguardo fiero (in realtà, provare per credere, anche, freddo o caldo, comunque piedi doloranti e palle ruotanti), fosse motivata dall'essere pronti, financo al sacrificio estremo, nello sciagurato caso che una coppia di sovversivi quali Logica e Buon senso, avessero tentato di entrare in caserma.
Orbene stimata cozza, crediamo che di garritte (e relative guardie) virtuali sia disseminato il nostro territorio nazionale e pure quello quotidianamente calpestato.
Sorgono esse sia presso i falasteri che a guardia di bicocche dell'amministrare, del governare, della politica, ed i luoghi da dove si dovrebbe formare ed informare il cittadino, rendendoli impermeabili a quanto accade nella realtà vissuta, alla quale viene contrapposta una edulcorata rappresentazione del vissuto collettivo, fino al geniale ".. quelli che ti spiegano le tue idee senza fartele capire .. oh yes..".
Ella, colto mollusco, conoscerà certamente "if" la poesia (si fa per dire) di Rudyard Kipling, la lettera al figlio di buoni sentimenti (in realtà, a nostro fallibile avviso, piena di banale "saggezza" egocentrica e pelosa e di escusivismo massonico) con la serie di "se.." a capoverso che può essere crudamente però stroncata con la finale giustapposizione di un ruspante adagio locale: "se fossimo e se avessimo era il patrimonio dei coglioni".
Per la ragione di cui sopra evitiamo quindi di snocciolare: se prevalesse la logica ed il buon senso, se chi amministra sapesse realmente interpretare il sentire comune e mille altri "se"
Siamo approdati ad una convinzione: caste e casticchie hanno ormai perso tutti i treni ed aspettarsi che la riforma della politica giunga dall'alto, dai guitti fatti cesari, dagli oppositori senza palle, dai rivoluzionari leopardiani ".. avanti avanti, sol io procomberò!", è tempo perso; nessuno sega il ramo su cui è seduto, col rischio di prendere una gropponata.
Siamo ottimisticamente pessimisti nel credere che oggi come mai nell'isoletta verde&blu e nella repubblichetta delle veline ci sia bisogno di uno tsunami di democrazia praticata, impegno politico e sociale, partecipazione, che spazzi via onesti e disonesti vecchiumi, che produca un ordine nuovo (diverso da come lo pensava Gramsci con il proletariato egemone, quasi un secolo fa, diverso dall'ordine repressivo vagheggiato da fascisti vecchi e nuovi).
Ma perché ciò accada (mitili di tutti i paesi del mondo unitevi) occorre che le lampade levino alta la loro voce contro le grandi e piccole ingiustizie, che le gnacchere (pinna nobilis) incomincino a praticare la politica (con la P maiuscola) che arselle e vongole facciano informazione vera e non questo simulacro che ci sciroppiamo, che gli sconcigli diventino ferocemente legalitari e che il popolo sterminato delle granite (alias lumache di mare) torni ad essere un sistema pensante e critico.
Solo allora, parafrasando in chiusura Kipling, da politicamente molluschi giungeremo a poterci definire politicamente (donne e) uomini.

31/12/2008 - 17:20 - da ELBAREPORT:

mercoledì 31 dicembre 2008
da elbareport
Fragai: L'Elba ha bisogno di un governo unitario

L'Isola d'Elba ha bisogno per il suo sviluppo di un governo unitario all'altezza delle attuali sfide globali.
Lo ha detto l'assessore regionale alle riforme Agostino Fragai riferendosi alla proposta di modifica alla legge regionale di riforma delle comunità montane avanzata dalla giunta ed approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 30 dicembre, ultima dell'anno.
Senza questa norma, il primo gennaio tutte le funzioni e i dipendenti della Comunità Montana sarebbero passati alla Provincia di Livorno.
“Una centralizzazione che nessuno all'Elba vuole - ha ricordato in aula Fragai - A giugno la Regione aveva cancellato sei comunità montane su 20, tra queste anche la Comunità dell'Elba. Al suo posto i Comuni avevano la possibilità, prima della fine dell'anno, di dare vita ad un'unione dei comuni, che consentirà di continuare a gestire insieme i servizi ottimizzando le risorse”. L'opposizione invece aveva chiesto l'istituzione di una comunità insulare dell'arcipelago e un referendum.
“La Regione - ha proseguito Fragai - è disposta a sostenere anche finanziariamente, almeno per un anno, la sperimentazione di questa nuova esperienza.
Siamo comunque disponibili ad una verifica futura, d'intesa con le istituzioni locali nel momento in cui il governo nazionale si pronuncerà sulle sorti future delle comunità insulari e sul riconoscimento della comunità dell'arcipelago toscano”.
“Non comprendo - ha concluso - l'atteggiamento del centro destra che si è opposto al provvedimento, poiché si tratta di un'occasione per dare una svolta positiva in direzione di un governo più unitario dell'isola d'Elba. Un cambio di marcia atteso da cittadini e imprese che si misurano ogni giorno con i limiti di un sistema istituzionale troppo frammentato”.

Nota ANSA

31/12/2008 - 08:16 - da TENEWS:

MA PER IL PRC E' IL PRIMO PASSO VERSO IL COMUNE ELBA
CARRARESI (UDC): "L'ELBA E' DISCRIMINATA". IL DIBATTITO IN CONSIGLIO
La legge sull'Unione dei Comuni è stata approvata a maggioranza dal Consiglio regionale. Dei 49 votanti, 35 hanno dato voto favorevole e 14, appartenenti allo schieramento del centrodestra, voto contrario. La legge entrerà in vigore domani, 31 dicembre 2008.

Nelle dichiarazioni di voto sono intervenuti - per il centrodestra - Marco Carraresi (Udc), Leopoldo Provenzali (Fi-Pdl) e Marcella Amadio (An-Pdl), che ha sottolineato la necessità di un referendum, con il quale gli elbani possono decidere del loro futuro.

Per la maggioranza, sono intervenuti Mario Lupi (Verdi), per il quale la legge è una risposta alle problematiche dell’arcipelago (“Il nostro gruppo chiede da tempo un comune unico come risposta alla frammentazione che c’è nell’isola”) e Luca Ciabatti (Prc) per il quale la legge va incontro al bisogno di un progetto unitario di interventi sul territorio.

“Il senso di questa proposta di legge è teso a modificare tempi e condizioni, per favorire l’istituzione di una Unione dei Comuni, rappresentativa della maggioranza della popolazione”, aveva spiegato il presidente della commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, Ilio Pasqui (Pd), nel corso del dibattito svoltosi il 23 dicembre scorso. Oggi si è svolta solo la votazione sugli emendamenti e sui due articoli.

Nel dibattito era intervenuta Monica Sgherri (Rc), per la quale “il Consiglio regionale ha dimostrato sensibilità nel trovare questa soluzione e facilitare l’Unione dei Comuni dell’Elba può essere un primo passo verso l’istituzione di un Comune unico”.

Di altro avviso i gruppi Udc, An-PdL, Fi-Pdl, Af, che avevano presentato una diversa proposta, ovvero una disciplina speciale per l’Arcipelago toscano, e quindi la necessaria partecipazione di tutti i dieci Comuni alla costituzione dell’Unione. Una disciplina che andava incontro alla volontà a suo tempo manifestata dalle amministrazioni comunali. La proposta dei gruppi Udc, An-Pdl, Fi-Pdl, Af, licenziata dalla commissione con parere negativo, prevedeva invece la costituzione fra i Comuni delle isole Elba, Giglio e Capraia della Comunità dell’Arcipelago, ai sensi del Testo unico degli enti locali. Secondo i proponenti la realtà insulare è “unica e diversa”, perciò meritevole di “provvedimenti diretti ed esclusivi”.

I consiglieri Roberto Benedetti (An-Pdl), Marco Carraresi (Udc), Marcella Amadio (An-Pdl) e Alberto Magnolfi (Fi-Pdl) avevano parlato rispettivamente di atteggiamento “discriminatorio” del governo regionale nei confronti del territorio dell’Elba; di “impuntatura” della Regione che aveva fatto diventare un “dogma” la soppressione della Comunità Montana dell’Arcipelago. “Resto sconcertata dall’atteggiamento dell’assessore Agostino Fragai – aveva sottolineato Amadio – La Regione si dimostra matrigna e incapace di considerare le maggiori problematiche del territorio elbano”. “La giunta sottovaluta i guasti che possono scaturire dall’approvazione della legge – aveva aggiunto Magnolfi – un arcipelago non può essere diviso”.

Anche Leopoldo Provenzali (Fi-Pdl) aveva definito “sbagliato” il provvedimento della Giunta, che non tiene conto delle peculiarità del territorio dell’Isola d’Elba. L’unione parziale dei Comuni non risolve le esigenze dell’arcipelago: ripristinare la Comunità dell’Elba è una “esigenza vitale”, aveva affermato Giuseppe Del Carlo (Udc). “Ma cosa spinge la Regione Toscana – si era chiesta Giuliana Baudone (An-Pdl) a voler creare ulteriori difficoltà all’Isola?”.

In caso di mancata approvazione della proposta di legge della maggioranza – aveva spiegato l’assessore Agostino Fragai – dopo il 31 dicembre 2008 il personale della Comunità montana sarebbe passato alla Provincia di Livorno. Per questo la proposta di legge della maggioranza punta a ricondurre anche l’Arcipelago toscano nel quadro della disciplina generale, che consente di dar vita ad un’Unione anche con una parte dei Comuni interessati. Le amministrazioni comunali hanno tempo fino al 31 gennaio 2009 per costituire l’Unione, la quale dovrà insediare i propri organi ed essere operativa entro il 15 febbraio. Tutte le procedure dovranno comunque concludersi entro il 15 marzo.

Nelle dichiarazioni di voto i gruppi di minoranza avevano annunciato il voto favorevole sulla propria proposta e il voto contrario sulla proposta della giunta.
 

25/12/2008 - 17:45 - da ELBAREPORT:

Unione dei Comuni, Baudone (An-Pdl):«Perché si vuole intervenire solo sull’Elba?»

«Vorrei porre l’attenzione - ha detto nel corso del suo intervento in aula la Consigliera regionale di An-Pdl - sul fatto che è stata presa in considerazione l’idea di voler intervenire solo sull’Isola d’Elba, quando altre comunità montane, come quelle ad esempio di Pistoia o della Garfagnana, non sono state toccate.
Questo significa che vengono usati due pesi e due misure e mi chiedo il perché. Non vedo il motivo per cui la Regione voglia creare difficoltà ad un’isola che già soffre. Qual è la volontà politica di voler imporre una situazione difficile all’Arcipelago? All’Elba è difficile la vita, le comunicazioni, gli spostamenti.
L’Unione dei Comuni non soddisferà i problemi delle zone geografiche dell’isola. E’necessario rivedere la posizione della Giunta visto che anche gli stessi sindaci contestano questa decisione. Evidentemente le visite fatte dall’assessore Fragai non sono state soddisfacenti oppure non sono state comprese. I sindaci hanno creduto in una collaborazione e non in una forzatura a doversi unire».
 

25/12/2008 - 17:41 - da TENEWS:

“COMUNE UNICO E UNIONE? SONO FISIME, E CARROZZONI"
PAPI A TUTTO CAMPO A TELETIRRENO: "IL PARCO UN'INVENZIONE IMPOSTA. STUPIDAGGINI SULLA SEMPLIFICAZIONE, DA DIMOSTRARE L'UTILITA', L'ELBA AVREBBE L'ESTENSIONE COSTIERA MAGGIORE D'ITALIA". "SE NON SI FANNO QUESTIONI DI BOTTEGA NEL 2009 I SINDACI TORNERANNO AL CENTRODESTRA"
“L’Unione dei Comuni rischia di essere un altro carrozzone, e il Comune unico è una fisima”. Al quarto mandato, e conquistato con un voto bulgaro, Maurizio Papi sa di essersi guadagnato il diritto di dire quel che pensa, senza troppi equilibrismi verbali.

E quel che pensa, e quel che ha detto nel corso di un’intervista scoppiettante rilasciata a Fabrizio Prianti a Teletirreno (per "Mi dica"), è che “tutti o quasi questi organismi sovracomunali portano in genere solo svantaggi”, complicazioni, burocratizzazioni. Come il Parco? “Come il Parco, un’altra invenzione comprensoriale imposta, che non può andar bene”. Così Asa, e gli Ato per acqua e spazzatura. La filosofia del Papi amministratore è molto chiara, e collaudata: “Io sono un autarchico”, scherza, “più si è vicini ai cittadini, più si conosce il territorio, meglio è. L’amore per il proprio paese è decisivo. E Maurizio Papi, nato a Porto Azzurro, è stato sindaco per un terzo della sua vita, dai giorni terribili della rivolta del carcere, con quel che ne è seguito (“ma rifarei tutto quel che ho fatto”), fino a questi anni di progetti (porto turistico, piazza) e sogni (una “bellissima casa da gioco”). “Fra tre anni vado in pensione”, annuncia. E chi potrebbe rimpiazzarlo? “Qualcuno che voglia bene al paese come me”. E c’è? “Forse sì”.

Oggi Maurizio Papi ha in odio le perdite di tempo, le chiacchiere - come quelle sull’ambiente (“visto il degrado di Pianosa di questi anni, forse la riapertura del carcere non sarebbe neanche questa sciagura”) e sulla semplificazione istituzionale: “Quelle sulle indennità dei consiglieri e dei sindaci sono solo sciocchezze - dice - il Comune unico mi sembra una fisima, il miglioramento della capacità amministrativa è tutto da dimostrare. Il Comune Elba avrebbe lo sviluppo costiero più grande d’Italia, e sarebbe uno dei più grandi anche come superficie”. “L’Unione dei Comuni poi, cosi è un altro carrozzone”.

Gioca di fantasia sulla “riconquista” di Capoliveri, e quanto ai rapporti con il vicino di casa e collega Ballerini li definisce “un simpatico modo di ignorarsi”. Pioniere di Forza Italia, Papi ha appena ammainato la bandiera berlusconiana dal suo pennone, ma solo per rimpiazzarla con le insegne vaticane, il tutto per rispondere alle provocazioni di un amico di sinistra che issa a sua volta le bandiere di Cuba, Urss e Palestina, per fargli rispondere con Stelle e Strisce e Stella di David. E da esponente di Forza Italia, sulle Comunali di giugno, le previsioni sono ottimistiche: potrebbero tornare al centrodestra Portoferraio, Capoliveri e Campo “se non si fanno questioni di bottega e di posti”.
 

09/12/2008 - 01:42 - Elio Bianchi scrive:

Eccoli finalmente i Sindaci di centro destra dell’Elba dopo mesi di finzioni al capezzale della Comunità Montana hanno palesato le loro intenzioni:
L’Unione dei Comuni non va bene è meglio lasciare le cose cosi come sono oggi! Loro, dicono, intendono battersi per difendere le prerogative dell’isola come “area socialmente debole”, ma si sono lette le denuncie dei redditi all’Elba, si conoscono i suoi dati economici e sociali? Cosa centra la difesa dell’insularità ed eventuali criticità sociali con il volere mantenere l’attuale spreco economico-territoriale, l’inefficienza burocratica ed istituzionale di 8 Comuni, 8 Sindaci, 8 consigli comunali e altri carrozzoni clientelari!
Evviva la coerenza e la sincerità. In un momento di crisi gravissima, in cui milioni di lavoratori non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, i Sindaci Bosi, Ciumei e Papi appoggiano i tagli indiscriminati alla scuola, la lotta ai fannulloni, i sacrifici per lavoratori e pensionati, la lotta agli sprechi a Roma ed invece all’Elba si può continuare nell’inefficienza istituzionale, nella difesa delle caste politiche e nel localismo demagogico, il nuovo leghismo isolano.
Ma costoro i ministri Tremonti, Brunetta e Gelmini li conoscono? Le promesse politiche elettorali dei loro riferimenti nazionali le hanno lette? Proposte, in parte già rimangiate, ma che puntavano sulla lotta ai costi della politica, all’eliminazione delle Provincie, delle Comunità montane sul mare, alla riduzione del numero dei parlamentari, al federalismo efficiente contro l’autonomismo clientelare e sprecone!
Li vedremo sicuramente uniti nello spot: l’Elba agli elbani via lo straniero! Così forse prenderanno i voti per conservare la loro poltrona ma affonderanno definitivamente l’Elba!

04/12/2008 - 20:21 - Renato Paoli scrive:

Sono nato a Rio nell`Elba ma e già dal 1952 che abito a Melbourne. Sto nel comune di Nillumbik, situato circa 20km dal centro della città. Questo comune con un area geografica di 431,000 kilometri quadri, e con circa 60,000 abitanti, viene amministrato da SETTE consiglieri/assessori fra cui viene eletto UN sindaco. Leggendo la polemica che esiste da tempo sulla questione del "Comune Unico", sono contento che abbiate fatto un sondaggio per gli Elbani che veramente contano.. Cioè gli Elbani che fin oggi soffrono i problemi di trasporti, di sanità, di educazione e di costi elevati che in parte vengono dal dover pagare i 400 (Circa) impiegati degli otto comuni. Auguro buona fortuna e buon senso a tutti i cittadini.

03/12/2008 - 15:04 - Circolo Pertini - Elbacomunico scrive:

E quindi avviamo il forum sul tema della futura, auspicata o no, secondo le opinioni, nuova formula di gestione politica dell'isola d'Elba. Come detto con un comunicato apposito, riteniamo sia più necessario esprimersi attraverso un confronto, un dibattito, ancor più che con un sondaggio non scientifico, per far emergere quello che la gente, i rappresentanti politici o degli Enti, pensano di questo argomento, che tiene banco da molto tempo nel nostro territorio. Evidentemente in molti ritengono un lusso avere sull'isola d'Elba quasi la metà delle amministrazioni comunali della provincia (8 su 20) e che quindi questo comporti spese esose di gestione, a fronte di risultati gestionali non sempre soddisfacenti, secondo l'opinione di molti cittadini. Da anni si anima il dibattito sul Comune unico, quindi sull'ipotesi di una provincia elbana o sul ridurre il numero degli enti locali amministrativi a tre, a due. E forse questo spazio, messo a disposizione di chiunque, potrebbe servire anche a riflettere, oltre che sulle formule anzidette, sulla qualità della vita politica. La nostra Repubblica da 60 anni ha le sue regole, dettate dalla Costituzione e dal Parlamento, e mentre ci sono spinte a trasformarla in Repubblica Presidenziale, mentre altri la vogliono Federata, si sviluppa molto, dopo la pubblicazione del libro "La Casta" , il dibattito sui privilegi del mondo della politica. In particolare, da più parti, si sente l'esigenza di mettere le briglie agli stessi politici, alla stessa macchina del potere. Un'impresa senza dubbio molto ardua ma necessaria. Quindi invitiamo tutti quanti ad intervenire nel dibattito. nella speranza che ciò possa servire ad inquadrare nel migliore dei modi una questione di vitale importanza per tutto l'ambiente isolano.

Circolo Pertini - Elbacomunico

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