Portoferraio, Isola d'Elba

Portoferraio

Portoferraio, Isola d'Elba - Immagine Gian Mario GentiniPortoferraio è il capoluogo dell’Isola d’Elba, il suo territorio si estende per oltre 50 chilometri quadrati. E’ il comune più popoloso dell’isola ed il secondo per estensione dopo quello di Marciana.
Portoferraio fu fondata, nel 1548, da Cosimo I de’ Medici, granduca di Toscana, da cui la città prese il suo primo nome di “Cosmopoli”. Fu concepita come presidio militare con lo scopo di difendere le coste del Granducato e dell’isola d’Elba. Nata come insieme di fortificazioni contava tre forti: Forte Stella, Forte Falcone e la Linguella (il Forte Inglese fu realizzato in epoca successiva per rendere ancora più protetta la città in vista dell’assedio della flotta britannica), e la cinta muraria, i cui resti circondano ancora il centro storico di Portoferraio.
Il Granducato di Toscana conservò il controllo sulla città fino al XVIII secolo, quando l’isola, per la sua posizione strategica, fu al centro di una guerra tra Francia, Austria e Inghilterra. Nel 1814 l’isola fu sede del primo esilio di Napoleone Bonaparte. Portoferraio fu scelta da Napoleone come capoluogo dell’Isola; sono visitabili le due residenze di San Martino e della Villa dei Mulini.

Da vedere:

Dalla Darsena, varcando la Porta a Mare si accede alla parte della città vecchia, fra ampie scalinate su può arrivare sino alla cima del promontorio dominato dal Forte Falcone. Sporgendosi un po’ si può scorgere il Forte Stella eretto nel 1788 da Leopoldo d’Austria. Durante l’ascesa verso il forte si può visitare la Palazzina dei Mulini, ex residenza napoleonica. Da visitare la Chiesa della Misericordia, la Villa della Linguella, il Teatro dei Vigilanti e poco fuori la città la Villa Napoleonica di San Martino e La Villa Romana delle Grotte.

Grazie all’imperatore francese Portoferraio e l’isola tutta crebbero di importanza grazie alle infrastrutture create e alla valorizzazione e lo sfruttamento delle miniere di ferro di Rio Marina. In questo seppur breve periodo (1814-1815) Portoferraio divenne il porto principale dell’isola adibito al trasporto del ferro dalle miniere elbane al continente.
Successivamente e fino al 1860, Portoferraio tornò sotto il dominio del Granducato di Toscana.
Grazie all’attività estrattiva il capoluogo e tutta l’isola beneficiarono di una situazione economica favorevole che terminò, a causa della crisi del settore estrattivo, fino agli inizi degli anni ’70. Rapidamente le miniere vennero smantellate (l’ultima venne chiusa nel 1981) e Portoferraio così come quasi tutta l’isola, grazie alle sue bellezze naturalistiche e storiche seppe riconvertire la sua economia nel settore turistico che, da allora e fino ad oggi, rappresenta la principale fonte di ricchezza.
Portoferraio, oltre alle due ville napoleoniche, conserva molti siti di interesse storico e architettonico quali: la Chiesa di San Marco alle Grotte, la Chiesa di Santo Stefano alle Trane, la Cappella dell’Annunziata, la Chiesa del Santissimo Sacramento, la Chiesa di San Crispino o della Misericordia e la chiesa di San Rocco. Il territorio del come di Portoferraio comprende anche l’Isola di Montecristo dove si trovano la Grotta e il Monastero di San Mamiliano.

Le spiaggie:
Le più rinomate sono Capo Bianco (ghiaia), Sansone (ciottoli bianchi), La Biodola (sabbia fine dorata), Prunini (ghiaia e sabbia) e Forno (sabbia).
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