Un gruppetto di soci di LEGAMBIENTE Arcipelago Toscano ha passato un Primo Maggio diverso, a risegnare il mitico sentiero 00, l’itinerario più bello,ma anche il più difficile e pericoloso dell’Elba che si snoda sui crinali del Massiccio del Capanne fino a raggiungere la vetta del monte più alto dell'Arcipelago Toscano
Un mare pieno di vita così era tanto che non si vedeva – dicono pescatori e diportisti elbani. Delfini a caccia di acciughe e sardine vicino agli scogli della Punta del Nasuto, i rarissimi Gabbiani Corsi avvistati sulle coste di Marciana Marina, Fonza, Pomonte, grandi palle di Krill, i piccoli gamberi che tanto piacciono alle balene, hanno invaso perfino il porto di Marciana Marina, attirando le gigantesche balenottere, particolarmente assidue sembrano essere una mamma di una ventina di metri ed un cucciolo di una decina che si spostano banchettando pigramente nel mare tra la Cala e l’Enfola. E poi enormi strisce trasparenti di Salpe democratiche, e flottiglie di velelle e una miriade di Palamite, occhiate, pesci di ogni specie e dimensione impazziti per l’abbondanza alimentare.
Un vero e proprio spettacolo della natura, un mare in salute e tutta la frenesia crudele e vitale della catena alimentare che sostiene la vita, ma anche spettacoli di rara e delicata bellezza, come le foto, che alleghiamo, delle velelle scattate dal kayak da mare di Gaudenzio Coltelli.
La rotonda è quella a Concia di Terra, dove sfrecciano migliaia di macchine ogni giorno, in entrata e in uscita da Portoferraio, attraversata dal fosso che scende dall’Albereto. Nessuno si aspetterebbe di trovare proprio li almeno un centinaio di bellissime piante di Iris di palude (Iris pseudacorus), alcune fiorite, altre no. (nella foto si vede la parte di fosso più vicina alla deviazione per Albereto, che è anche quella con la maggiore concentrazione di piante, ma ce ne sono tutto lungo il fosso). E’ possibile che si siano salvati solo perché per "pulire" quella parte di fosso si doveva scendere nell'acqua e non perché siano stati considerati troppo belli per rasarli tutti, come è successo al margine della strada, al lato opposto, nell'aiuola che costeggia il parcheggio del Conad Superstore, dove c'era una stupenda fioritura di Iris fiorentina: prima sono fioriti quelli bianchi e stavano fiorendo tutti quelli viola. L’invito che facciamo al Comune di Portoferraio e alla Provincia di Livorno è quello di salvaguardare questa popolazione di Iris di Palude, protetta dalla legge 56/2000 della Regione Toscana ed incluso nelle specie ad alta protezione dal Parco e dalla Direttiva Habitat dell’Unione Europea.
Un esempio di conservazione e di attenzione è quanto successo a Laconella, nel Comune di Capoliveri, dove, durante i lavori di pulizia della spiaggia e di accumulo dalla Posidonia spiaggiata, sono stati fortunatamente risparmiati i rari ”Glaucium flavum”, il Papavero giallo (o Papavero cornuto) delle sabbie, che trova a Laconella uno dei pochissimi habitat dell’Elba (vedi foto allegata), altra specie con le stesse forme di protezione. La natura elbana sa riservarci ancora bellissime sorprese, anche nei posti più impensati ed affollati, sta a tutti noi riuscire, con un minimo di attenzione e sensibilità, a convivere in armonia con gli altri esseri viventi che fanno di quest’isola ancora un giardino fiorito.
Il gabbiano "Guardiano" così ribattezzato da Elbacomunico è montato di guardia questa mattina. Domina sul vecchio porto controllandone i traffici. Flora e fauna anche nell'Elba meno "protetta" ci invitano ad una rispettosa, comune e civile convivenza.
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