1964, Note in margine alla relazione del presidente dell’EVE

In attesa della scuola alberghiera occorre istituire corsi di preparazione per la manodopera locale adibita ai servizi turistici.

Dal Corriere Elbano (n. 5, 30.1.1964)

Abbiamo pubblicato nei numeri scorsi la relazione del Presidente dell’EVE Mario Scelza sulla attività svolta dall’Ente durante l’anno 1963: una relazione ampia ed esauriente che rispecchia un buon lavoro svolto e che mette giustamente in luce le manifestazioni di maggior rilievo, senza sottacere le iniziative di minore importanza. Ci ha meravigliato non trovarvi accenno al problema dell’aeroporto che pure durante l’anno non poche volte in seno all’EVE è stato agitato e per esso si sono tenute riunioni straordinarie, e concesse interviste alla stampa e fatti viaggi all’estero per venire in contatto con il proprietario del terreno e con i suoi legali. Non sarebbe quindi parso fuori luogo farne cenno nella relazione, se non altro per parlare dell’interessamento che l’Ente ha prodigato anche se purtroppo fino ad oggi la pratica non ha fatto molto progresso. Questo silenzio in una relazione ufficiale potrebbe far pensare ad una specie di rinuncia a voler parlare di una questione irta di difficoltà su cui è meglio sorvolare. Eppure sappiamo che proprio in questi giorni il presidente dell’EVE e i suoi più diretti collaboratori sono stati a Roma e hanno avuto buone assicurazioni da alte personalità ministeriali.

L'eroporto di Marina di Campo - Foto cortesy Martin Hapl su Flikr

L’eroporto di Marina di Campo – Photo courtesy Martin Hapl su Flikr

Un’altra questione di cui l’Ente si è occupato e che non è stata accennata nella relazione è l’istituzione in Portoferraio di una scuola alberghiera. L’iniziativa è importante, non vediamo perché non se ne sarebbe dovuto parlare, tanto più che le assicurazioni a suo tempo ricevute da autorevoli personalità del governo venute per un sopralluogo, furono confortanti; e siamo certi che l’Ente seguirà con tutto l’interessamento necessario la pratica per arrivare con una certa sollecitudine alla sua conclusione. Anzi, vorremmo suggerire che già fin da ora, senza aspettare che sia costruito un apposito ambiente che comporterà una spesa non indifferente e diversi anni di tempo, metterebbe conto cominciare a fare qualcosa in questo senso per dare almeno una prima infarinatura sulle più elementari norme di buona creanza a molti di quei giovani che durante la stagione estiva si improvvisano camerieri, baristi ecc., con risultati purtroppo poco confortanti per il buon nome del turismo elbano.

Non è raro infatti il caso di un giovane, che durante l’inverno fa il manovale, alla buona stagione si metta a fare il cameriere; e non ci sarà niente da eccepire se si tratterà di elementi seri e dotati di buona volontà che sanno adattarsi alle circostanze e disimpegnarsi in entrambe i mestieri. Ma quando il compito di servire i clienti viene affidato a gente che non ha né arte né parte – e le richieste non mancano perché la manodopera locale è più a buon mercato di quella specializzata del continente – il risultato non può essere diverso da quello poco edificante che da fonte attendibile ci è stato riferito.

Anche un corso accellerato sarebbe sufficiente allo scopo, tanto da poter insegnare a questi ragazzi che la prima regola è quella di non mandare il cliente a farsi benedire, come purtroppo è accaduto.

Ci sono all’Elba diecine e diecine di giovani pieni di buona volontà, intelligenti, che potrebbero ben figurare anche in un servizio improvvisato purché possedessero quel minimo di nozioni indispensabili a dare un tono alle funzioni che sono chiamati ad assolvere. E più che di vere cognizioni si tratta di comportamento, di stile, che è proprio quello che manca alla manodopera locale. Molti giovani agiscono d’impulso, senza fare distinzione nel comportamento in servizio e fuori servizio.

manifesto_eve_isola_elba

“Elba” La perla del Tirreno, un manifesto promozionale dell’EVE

Oltre alle norme di buona creanza e alle nozioni tecniche i giovani dovrebbero frequentare anche un corso di lingua straniera in modo che, accingendosi a venire in contatto con un movimento turistico costituito in prevalenza da stranieri, sappiano disimpegnarsi conoscendo almeno quel ristretto vocabolario indispensabile a capire e a farsi capire nell’ambito del servizio loro affidato.

Non si può improvvisare la manodopera richiesta da un movimento turistico imponente come il nostro che nel giro di pochi anni ha portato alla costruzione di grandi alberghi, restaurants, nights, stabilimenti balneari ecc.; per ognuno di questi locali occorre personale specializzato che in parte proviene dal continente, ma nel resto viene assorbito sul posto.

Sono stati fatti in passato – e credo continuino ancora – corsi di qualificazione per operai disoccupati, elettricisti, carpentieri, meccanici ecc., la cui utilità è stata ben poca. Una volta fu fatto un corso per camerieri; ebbene, sono proprio questi corsi che si dovrebbero ripetere e moltiplicare. In attesa che venga realizzata la scuola alberghiera, con tutte le sue varie sezioni e articolazioni, le scuole cittadine potranno fornire i locali per le lezioni teoriche; in un albergo chiuso durante la stagione invernale si svolgeranno quelle pratiche. A fine corso solo a coloro che hanno dimostrato una certa disposizione al mestiere sarà rilasciato il diploma di qualificazione, che – a nostro avviso – dovrebbe essere il documento indispensabile per poter entrare in contatto con un pubblico esigente, che – in quanto paga – è nel pieno diritto di essere servito con quel minimo di buona educazione che purtroppo manca a molti dei nostri giovani.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

cookieassistant.com